AMOR in Farm: la pizza al vapore di Alajmo

Nel 2021 un nuovo capitolo si è aggiunto alla storia gastronomica del Gruppo Alajmo con l’apertura di AMOR in Farm, il locale fast casual firmato dai fratelli Alajmo all’interno del Campus di H-FARM, il più grande polo europeo dedicato all’innovazione, alla formazione e all’imprenditorialità digitale.
Il nuovo ristorante, firmato da Philippe Starck, si estende su una superficie di 324 metri quadrati distribuiti su due piani. Gli spazi sono stati pensati per offrire non solo un’esperienza gastronomica ma anche un luogo di incontro e condivisione: un ambiente dove mangiare, studiare, rilassarsi o semplicemente osservare dall’alto la grande library progettata dallo studio Rogers Stirk Harbour + Partners (RSHP), insieme al nuovo Freestyle Skate Park e al BMX Pump Track.
L’atmosfera del locale
Rispecchia la filosofia degli Alajmo: semplicità, accessibilità e autenticità, unite a un’estetica curata e funzionale. Un luogo contemporaneo e accogliente, pensato per rispondere alle esigenze di un pubblico giovane e dinamico, in costante movimento.
H-FARM: un ecosistema per il futuro
Situata alle porte di Venezia, H-FARM rappresenta un punto di riferimento a livello europeo per l’innovazione e la formazione digitale. Fondata da Riccardo Donadon, è una piattaforma che integra educazione, impresa e creatività, favorendo lo sviluppo di nuovi modelli di business e l’educazione di nuove generazioni di professionisti. Il Campus si estende per oltre 50 ettari, di cui 27 dedicati a un parco aperto al pubblico, e ospita più di 3000 persone, tra studenti, docenti, imprenditori e professionisti. Oltre 2000 studenti, dai percorsi scolastici primari fino ai master universitari, vivono quotidianamente questo spazio concepito come un ecosistema di apprendimento e innovazione.
“AMOR è un luogo concepito per le esigenze dei giovani, con una proposta facile, riconoscibile, dinamica e accessibile, pur restando rigorosamente fedele ai nostri principi e alla nostra etica. È un punto di incontro tra studenti, genitori, sportivi e visitatori esterni. Un luogo dove ci si può trovare in ogni momento della giornata”, spiega Raffaele (Raf) Alajmo, CEO del Gruppo Alajmo.
Sulla stessa linea, Riccardo Donadon, fondatore di H-FARM, sottolinea la sinergia tra creatività e innovazione che caratterizza questo nuovo progetto: “Questo locale è la sintesi dell’incontro di anime geniali e creative, i fratelli Alajmo e Philippe Starck, che continuano a guardare alle cose che fanno con la genuinità e la freschezza degli occhi di un bambino. Credo profondamente nell’importanza del role model e sono convinto che crescere circondati dal bello e da grandi espressioni di creatività possa essere un enorme stimolo per le tante giovani menti che avranno la fortuna di vivere questo spazio”.
Con AMOR in Farm, il Gruppo Alajmo porta la propria visione gastronomica all’interno di uno dei luoghi più innovativi d’Europa creando un ponte tra gusto, design e formazione.
Il design
L’anima estetica di AMOR in Farm porta la firma di Philippe Starck che ha reinterpretato il simbolo iconico di AMOR, la maschera, trasformandola in un omaggio alla tradizione veneziana e al tempo stesso in un segno di identità per il locale. All’interno dello spazio, ampie pareti di vetro abbracciano gli ambienti, creando un dialogo continuo tra interno ed esterno. Su queste superfici luminose, Starck ha collocato coltivazioni idroponiche — un innovativo orto verticale — che diventa parte integrante dell’arredo e si lega alla filosofia di cucina naturale e sostenibile di Max Alajmo.
Per il designer francese, AMOR in Farm rappresenta un luogo dove il cibo, la conoscenza e la bellezza si incontrano: “La giovinezza è anche un momento di apprendimento. La scuola di H-FARM è il suo tempio. Ma a volte l’intelligenza si ferma alle porte del ristorante. È un’assurdità perché il cibo è, prima di tutto, benzina per il cervello. Dai fratelli Alajmo ci si può aspettare continuità, intelligenza, integrità, creatività e salute. AMOR in Farm è moderno, esplorativo, libero, intelligente, in costante evoluzione. Vive l’amour à la ferme, vive l’Amor in Farm”.
Il menù
La proposta gastronomica si fonda sui principi di autenticità, leggerezza e riconoscibilità. Una cucina “facile” solo in apparenza, ma costruita su un profondo rispetto per gli ingredienti e sulla ricerca di nuove memorie gustative. “Vogliamo avvicinarci alle nuove generazioni per far capire loro la differenza tra un gusto artificiale e uno autentico - spiega Max Alajmo - qualcosa che lascia un ricordo vero, fatto di profumi, consistenze e leggerezza”.
Il menù è ampio e variegato: pizza al vapore brevettata da Max Alajmo, soffice e leggera, Mask.calzini e Mask.calzoni, proposte salate e dolci dal formato contemporaneo, Focacce che cambiano periodicamente secondo la stagionalità degli ingredienti, hot dog con pane e ketchup prodotti in casa, würstel senza additivi provenienti da allevamenti sostenibili del Trentino-Alto Adige e una versione vegana con würstel di tofu, due burger - uno di carne (manzo e maiale) e uno di pesce -, insalate in diverse varianti, alcune vegetariane e prive di latticini. Per il dolce, la scelta spazia tra gelati artigianali personalizzabili con vari topping e versioni dessert dei Mask.calzini e delle focacce. Anche la carta delle bevande riflette la filosofia di genuinità e ricerca del Gruppo Alajmo.: soda, cola e cocktail realizzati da ricette originali di Max, insieme a una selezione di birre artigianali nate dalla collaborazione con Raf Alajmo e Teo Musso del birrificio Baladin. Il caffè è quello iconico del Laboratorio Giamaica Caffè di Verona, una costante in tutti i locali del gruppo, garanzia di qualità e carattere.
La pizza al vapore di Max Alajmo
La pizza è una delle protagoniste assolute della proposta gastronomica. Ideata da Max Alajmo, chef tre stelle Michelin e mente creativa del gruppo, questa pizza rappresenta un modo nuovo e sorprendente di interpretare uno dei simboli più amati della cucina italiana. Non stiamo parlando di una pizza qualunque, perché Alajmo ha sviluppato una tecnica brevettata di cottura al vapore, che la rende unica nel suo genere. Nasce dopo anni di studio e sperimentazione e come naturale conseguenza del suo pensiero gastronomico che ricerca leggerezza, profondità gustativa e olfattiva, digeribilità e bellezza. Il risultato è un impasto soffice, leggero, digeribile, ma allo stesso tempo intenso nel sapore e perfettamente equilibrato nelle consistenze. Presentata per la prima volta a Identità Golose nel 2013, è stata brevettata nel 2015, ma a essere tutelata non è la ricetta bensì il procedimento, che deve presentare caratteristiche innovative ed essere replicabile su larga scala.
La realizzazione ha inizio dall’impasto, che viene fatto lievitare completamente seguendo il suo ciclo naturale. Viene cotto nel forno a vapore, sviluppando una struttura particolarmente ariosa e ampia che esalta gli ingredienti di condimento e rifinito in base alla preparazione scelta che può essere al forno, in padella, fritta o nuovamente al vapore. Il risultato è una pizza leggera e facilmente digeribile. La cottura al vapore permette di preservare l’umidità naturale dell’impasto, riducendo la necessità di grassi e mantenendo intatti i profumi e la freschezza degli ingredienti. Il bordo risulta morbido e arioso, mentre la base sostiene i condimenti senza appesantire. È una pizza che si scioglie in bocca, invitando al bis senza sensi di colpa.
“Abbiamo voluto creare una pizza che fosse un’esperienza di leggerezza e autenticità, pensata per chi desidera mangiare bene ogni giorno, senza rinunciare al gusto e al piacere”, spiega Max Alajmo. Gli ingredienti sono semplici, riconoscibili e di alta qualità, provenienti da fornitori sostenibili e selezionati con cura. Le pizze cambiano periodicamente in base alla stagionalità dei prodotti, offrendo combinazioni che rispettano il ritmo della natura e la curiosità dei giovani ospiti del Campus. Ogni fetta diventa così un racconto di equilibrio tra territorio, innovazione e gusto.
Le versioni più amate spaziano dai grandi classici reinterpretati - come la Margherita al vapore, con pomodoro, mozzarella fior di latte e basilico fresco - fino a creazioni più contemporanee, dove verdure di stagione, erbe aromatiche e formaggi leggeri incontrano impasti profumati e consistenze sorprendenti.
AMOR in Farm
via Adriano Olivetti 1
31056 Roncade (TV)
www.alajmo.it/amor

Ricetta
PJZZA POMODORO, MOZZARELLA, BASILICO
Ingredienti
per la base
- 480 g di farina media + quella per la lavorazione
- 1,2 g di lievito di birra fresco
- 290 g di acqua minerale naturale
- 9,5 g di sale
- 5 g di olio extravergine d’oliva delicato
per la salsa di pomodoro
- 750 ml di passata di pomodoro
- 20 g di olio extravergine d’oliva delicato
- 1 spicchio di aglio
- 1 foglia di basilico fresco
- 4 g di sale
- 4 g di zucchero semolato
- 1 g di origano secco
per terminare
- 4 fette di mozzarella di bufala tagliate a metà
- olio extravergine d’oliva delicato
- 4 foglie di basilico fresco
- 1 pizzico di origano secco
Procedimento
Impastare la farina, il lievito e l’acqua in uno sbattitore con il gancio a velocità moderata per 2 minuti. Aggiungere il sale, l’olio e lavorare ancora per 4 minuti. Disporre l’impasto su un tavolo di marmo e lasciarlo riposare per 10 minuti coperto con pellicola trasparente.
Formare 4 palle da 190 g. Lasciarle riposare in un luogo tiepido, intorno ai 26-28°C, per circa 2 ore, coperte con pellicola o con un telo leggermente umido. Porre gli impasti su un piano infarinato e stenderli con le mani sino a ottenere dischi regolari del diametro di 22 cm. Trasferire le Pjzze sulle placche e farle lievitare ancora in un luogo tiepido, intorno ai 26-28°C, per circa 3 ore, sempre coperte per evitare che la superficie si asciughi.
Per la salsa di pomodoro, versare la passata in uno chinois sino a ottenere 500 g di purea (vedere note). Scottarla con l’olio, l’aglio e il basilico per 1 minuto. Condire con il sale e lo zucchero, unire l’origano e raffreddare scolando nuovamente in uno chinois l’acqua in eccesso. Trasferire in una tasca da pasticceria.
Cucinare la base della pizza in forno al massimo della temperatura disponibile, possibilmente su pietra refrattaria, per qualche minuto, fino a doratura. Condire con la salsa di pomodoro, la mozzarella di bufala e infornare per 1 minuto. Terminare guarnendo con l’olio, l’origano e il basilico spezzato a mano.
Note
- L’acqua della passata di pomodoro in eccesso può essere recuperata e ridotta a consistenza sciropposa per condire una pasta o un risotto.
- La temperatura e i tempi di cottura di questo impasto possono essere suscettibili di variazioni in base al forno utilizzato.
Cotture alternative
Al vapore
Tagliare la base della Pjzza in 8 spicchi. Condirla con la salsa di pomodoro, la mozzarella di bufala e cuocerla in vaporiera per 2 minuti. Rifinire ogni fetta con un filo d’olio extravergine d’oliva delicato e una foglia di basilico. Questa pizza è particolarmente amata dai bambini: non avendo caramellizzazioni sulla pasta, tende a evidenziare il gusto naturale degli ingredienti.
Al barbecue
Tagliare la base della Pjzza in 8 spicchi. Condirla con la salsa di pomodoro, la mozzarella di bufala e grigliare la base nei 2 sensi per un totale di 3 minuti con il coperchio abbassato. Condire con un filo d’olio extravergine d’oliva. In questo modo otterremo una pizza dalla base croccante con il condimento morbido e caldo.
Fritta
Dorare il lato lucido superiore della base della Pjzza in padella con olio extravergine d’oliva. Eliminare il grasso in eccesso con carta assorbente, guarnire il lato croccante con il condimento e passare sotto al grill per 1 minuto. La caratteristica di questa pizza è quella di risultare croccante da un lato e morbida dall’altro, risultando particolarmente leggera. Evitare di friggere il lato poroso della base in quanto assorbirebbe tutto l’olio.

